VALDASTICO
E' la lunga valle che da Piovene-Rocchette porta a Trento e comprende parte degli altopiani di Lavarone e Folgaria oltre, ovviamente, all'Altopiano di Asiago. Ci sono diverse strutture rocciose che negli ultimi anni hanno acquisito un notevole interesse grazie all'opera del gruppo roccia "4 Gati" e di Tranquillo Balasso. Avvicinamenti quasi sempre molto comodi e veloci.
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa, con rischi ANCHE MORTALI se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa. Ciò che è descritto più avanti è frutto di considerazioni personali che non hanno alcun valore giuridico, morale, educativo, SI DECLINA OGNI RESPONSABILITA' dell'uso che ne venga fatto. Chi decidesse di intraprendere l'alpinismo lo fa a proprio rischio e pericolo ed è comunque tenuto a rivolgersi a personale qualificato. Gli itinerari descritti sono tra l'altro soggetti a modifiche causate dall'ambiente di cui NESSUNO, nella qui presente disamina, è tenuto in alcun modo a risponderne. Le informazioni qui hanno solo fine illustrativo e NON sono esenti da errori.
Indice
- Marco Dal Bianco CAAI
- Erica e Alice
- Loli
- Prima
- Cresta delle postazioni
- Metamorfosi
- Equilibrio sopra la follia
- Gazza Ladra
MONTE CENGIO
E' la grande pala rocciosa che si vede in alto a destra sull'Altopiano di Asiago, esattamente sopra Cogollo del Cengio. Teatro di scontri durante la Prima Guerra Mondiale. Verso sud presenta alcuni settori orlati da grandi strapiombi su cui passa la mulattiera di arroccamento del Salto dei Granatieri mentre più a ovest presenta una lunga e alta parete grigia recentemente scoperta da Balasso. Attacco in discesa e rientro in discesa. Le vie sono quasi sempre molto impegnative.
VIA MARCO DAL BIANCO CAAI
Attenzione: la via è stata in parte danneggiata dal crollo della vicina via degli Eroi e attualmente il primo e il terzo tiro hanno chiodi mancanti e un tratto franato molto rotto.
Accesso: da Piovene-Rocchette seguire la strada che porta ad Asiago e percorrere tutti i tornanti. Poco prima di arrivare a Roana prendere a sinistra una ripida stradina con le indicazioni per Monte Cengio e al primo bivio tenere la sinistra. Percorrere tutta la strada fino alla sua fine al piazzale dei Granatieri di Sardegna dove si posteggia. Prendere il sentiero che scende verso Cogollo e, giunti all'altezza della base delle pareti seguire una traccia a destra, esposta e stretta che percorre la stretta cengia basale sotto le pale rocciose. Attaccare ad uno slargo sulla verticale della gigantesca placca grigia sotto i tetti della Sfinge (chiodi rossi che salgono verso destra; 10 min.).
- Salire per gradoni facilmente per alcuni metri e deviare poi a sinistra su un pulpito erboso superando un passaggio difficile (possibile sosta), continuare per imboccare il verticale diedro grigio con chiodi a pressione che porta al pulpito di sosta. 40 m; V+ e A0 (VI), diversi chiodi ma occorrono friends.
- Salire la placca grigia usufruendo dei chiodi normali e a pressione fino ad una cornice. Uscire in libera su di essa e imboccare il diedro seguente per sostare subito dopo. 30 m; A1 o VII+, utile il friend 2 per l'uscita.
- Salire il diedro svasato con molti chiodi fino alla sosta a metà di esso. 20 m; A0 o VI+.
- Ancora lungo il diedro con molti chiodi (utili i friend, spesso bagnato) che ora diviene più marcato e uscire a destra del tetto che lo chiude. 15 m; V, libro di via.
- Salire la placca sovrastante stando al centro e vincendo un tratto più liscio (VI-) per montare sulla granatiera e sostare su fix posti sulla roccia al culmine del doccione, a sinistra. 20 m; VI-.
ERICA E ALICE
- Superare il diedro piuttosto impegnativo e spostarsi a destra sul filo dello spigolo vincendo direttamente un tettino e per roccette sbucate su un terrazzo. Vincere la successiva pancia e pervenire alla cornice di sosta. 35 m; V+ continuo.
- Continuare lungo il filo dello spigolo per gradoni molto grossi ma ben ammanigliati fino ad una placchetta delicata che si supera uscendo sulla spalla erbosa del pilastro. 30 m; V e V+.
- Salire per erba ripida in verticale fino alla parete rocciosa e traversare a destra fino alla base di un diedro obliquo a sinistra. 40 m.
- Scalare tutto il diedro e sostare su terrazzino al suo termine. 15 m; V.
- Si sale appena sopra la sosta su buone prese e si attraversa verso destra su una cornicetta, ad un diedrino si ritorna in obliquo a sinistra su roccia verticale e molto esposta fino alla scomoda sosta in impressionante esposizione. 20 m; V.
- Salire gradoni e una fessura per andare a sostare in una nicchia orma in cima al pilastro. 20 m; IV.
LOLI
- Salire la fessura facilmente (IV) fino ad una nicchia gialla sotto uno strapiombo. Superarlo direttamente (VI, oppure più facilmente a destra) e proseguire lungo la stretta fessura successiva (V) fino alla cornice di sosta. 30 m, V e VI.
- Superare il muretto sopra la sosta (V-) e traversare 6 m verso destra per salire poi una rampa fino alla sosta alla base di un diedro. 15 m, V- poi III.
- Salire lo stretto camino a sinistra della sosta (V) fin sotto ad un tettino che si supera atleticamente a sinistra su buone lame (V+) per giungere sotto un altro tetto. Traversare a sinistra su una buona lama fino ad una fessura strapiombante che si supera direttamente (VI-) fino alla comoda sosta alla base di un altro diedro. 30 m, VI-.
- Superare tutto il successivo diedro con atletico passo d´ingresso (V) fino a quando a destra una frastagliatura permette di uscire (albero). Da questo punto traversare lungamente a destra in esposizione su una stretta cengetta fino alla sosta situata su un albero in basso a destra. 35 m, V poi facile.
- Dalla sosta salire per terriccio ripido verso i diedri soprastanti fino ad un gradone. Superarlo un po´ verso destra (V+, attenzione roccia marcia!!) e poi imboccare il verticalissimo diedro sovrastante chiuso da uno strapiombo che si supera a destra (VI-). Proseguire per le lame verso sinistra, più facili fino ad una stretta cornice sotto un altro diedro: qui conviene sostare per ridurre gli attriti. 35 m, VI-, sosta da attrezzare su albero.
- Andare verso destra e salire il diedro appoggiato chiuso da un tetto (V) uscire verso destra sullo spigolo e salire facilmente alla terrazza soprastante (si può anche superare il tetto direttamente V+). Salire a sinistra in un camino ma percorrere la frastagliatura di sinistra (III+) e raggiungere la comoda sosta in cima alla terza pala. 20 m, V, sosta comoda su norme clessidra, libro di via.
PRIMA
- Dalla sosta obliquare a sinistra per lame un po' erbose e atletiche (V+, ch.), tornando poi in obliquo a destra in una svasatura che diviene sempre più levigata e con passaggi di ragionamento (vari ch.). Alla fine si supera uno strapiombo a lame biancastro direttamente (ch.) e si piega a destra per raggiungere lo stretto gradino di sosta (37 m; V+/A0 o VI+ sostenuto; sosta su 2 fix).
- Alzarsi nella nicchia fin sotto un tetto (ch.) che si aggira a sinistra ed entrare in un ampio diedro. Seguire il diedro sul fondo con passaggi atletici (ch. e 1 fix) fino ad uno strapiombo biancastro difficile e con fix lontano che va superato direttamente. Innalzarsi fin sotto il tetto e traversare a destra sotto di esso grazie ad una sottile crepa per le dita (ch.) e raggiungere il comodo terrazzo di sosta (35 m; V e VI+/A0 o VII-; sosta su fix e tondino; libro di via).
- Ci sono due possibilità: la prima è la variante "2 passi nel vuoto" a spit a sinistra, sul bordo del grande tetto; la seconda è la fessura originale. Noi abbiamo seguito l'originale. Attaccare la parete sovrastante partendo da destra su blocchi (roccia rotta) e tornare a sinistra per cornice portandosi sotto la fessura. Vincere un pancione liscio (ch.) e continuare per la crepa strapiombante (3 ch.) uscendo a sinistra su cengia (15 m; V+/A1 o VII-; sosta su 1 fix oppure più a sinistra in basso entrando nella galleria della granatiera).
- Dalla cengia superare il caminetto friabile (cl. a sx) e poi la placca adagiata della cuspide (2 ch. e 1 fix) stando alla fine un po' sullo spigolo a sinistra, per raggiungere la vetta del pinnacolo (20 m; V; sosta su 2 spit e catena vecchia).
CRESTA DELLE POSTAZIONI
- 28 m; "la Sentinella", 4b per un diedro e un caminetto, poi cengia a sinistra e gradone atletico. Sosta su 1 fix da integrare con spuntone.
- 15 m; breve discesa e traverso alla base del secondo pinnacolo. Sosta su clessidra o albero.
- 30 m; "il Fungo", 4b e 5a lungo lo spigolo con passo in strapiombo con lama atletica alla fine. Sosta su grande terrazzo da attrezzare su albero.
- 30 m; "la Rampa", 4a, bella placca presso il filo dello spigolo. Possibilità di sostare appena usciti su chiodo e clessidra o in fondo su clessidra e fix (libro).
- 8 m; "la Prua", 5c se diretto su strapiombo giallo ammanigliato, aggirabile a sinistra su roccia facile. Sosta su clessidra con cordone.
METAMORFOSI
- 25 m; 5a con partenza un po' brutale e poi balze, prima della sosta stare un po' a destra.
- 20 m; 4c per una placchetta e poi pulpitini; sosta su albero.
- 15 m; 3a muretto e poi traverso a destra su cengia erbosa.
- 20 m; 5a con strapiombo bianco atletico e poi belle placche grigie.
- 20 m; 5b/c con un traverso sotto al tetto di forza e diedrino strapiombante; sosta su albero.
- 30 m; 3a facile cresta fino all'ultima balza della cresta; sosta su albero.
- 25 m; 5b prima per fessure e poi difficile placchetta per arrivare in sosta.
- 27 m; 4b per cresta superando a sinistra l'ultimo risalto.
EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA
- Partenza su placca adagiata e appigliata, poi passo da intuire su un gradone un po' liscio e altre balze fino alla sosta. 20 m; 4a e 5b.
- Breve risalto strapiombante ma ben appigliato e con singolo passo di forza. Sosta a sinistra sotto lo spigolo. 20 m; 5c e 1pp 6a.
- Dritti sullo spigolo con movimenti da capire, poi girare a sinistra, vincere una placca liscia e uno strapiombo. Sosta appena sopra su buon terrazzo. 20 m; 6a.
- Percorrere la facile cresta vincendo due brevi risalti e sostare su un terrazzo prima di un tratto di sentiero. 40 m; facile.
- Seguire il sentiero e piegare a sinistra portandosi sotto l'ultima torretta. 40 m; facile.
- Scalare la bella placca verticale ben appigliata e sostare in cima ad essa. 25 m; 5a/b.
- Andare a destra verso la parete e per sentierino obliquare a sinistra fino alla Granatiera. 30 m; facile.
GAZZA LADRA
- 25 m; 6b con passi faticosi sul tetto inciso da una fessura (possibile A1).
- 25 m; 4c per la crestina.
- 30 m; 4a sempre per cresta a blocchi.
- 30 m; 4a superando due risalti fin sotto una grande placca. Occhio ad un macigno pericolante sotto il secondo risalto.
- 25 m; 5c su bella placca.
- 30 m; 6b poi 5a con duro strapiombo iniziale (possibile A1).
SOGLIO DEI CORVI
LINEA DI CONFINE
- Dal ripiano con alberi tagliati salire direttamente le placche con grossi strati che obbligano ad una salita atletica (V), poi scalare il diedrino sulla sinistra che immette in una nicchia (V+, arbusto) e se ne supera lo strapiombo (V+) fino al ripiano di sosta. 25 m, V sostenuto con 2pp V+.
- Scalare la placca articolata verso sinistra (IV+) e la successiva fessurina atletica, passo chiave della via (V+), poi per balze erbose raggiungere una cengia con croce nella roccia ove si attrezza la sosta. 25 m, 1pp di V+ poi facile, sosta da attrezzare su pianta.
- Scalare il filo dello spigolo molto affilato per fessurine (IV) e poi per un caminetto (IV) per raggiungere la sosta su comodo terrazzo. 30 m, IV sostenuto.
- Salire per le roccette a destra della sosta facendo attenzione ad alcuni blocchi instabili ed al terriccio fino ad un diedro; salire il diedro (IV+) e per ripido pendio erboso pervenire alla comoda sosta sotto un lungo diedro. 30 m, II con 1pp di IV+.
- salire tutto il diedro superando 2 strapiombi (V, 3 cl.) fino ad una nicchia con clessidra ed albero, entrambi con cordone. Ignorarli e proseguire oltre uscendo su un breve pendio molto scivoloso e con roccia friabile che adduce alla stretta cornice di sosta. 35 m, V sostenuto, sosta scomoda.
- Superare la breve placca verso sinistra, difficile, fino all´albero con cordone (V-), poi salire il caminetto con masso incastrato (III+, cl.) per raggiungere la spalla fuori dalle difficoltà. 15 m, 1pp di V- e poi III+.
- Continuare per 150 m, slegati o con tiri molto lunghi, seguendo la cresta erbosa e con alcune balze rocciose fino all'ultima paretina alta una 20ina di metri che salita direttamente (III) per sbucare direttamente sulla vetta (alberi per le soste e ometti lungo il tragitto).
MONTE TORMENO
PSYCHIATRIC CIRCUS
- Scalare il diedro molto atletico (vari ch.) obliquo a sinistra e poi una scanalatura verticale a grosse lame fino all'albero di sosta (30 m; VI/A0 o VI+; sosta su chiodi).
- Tiro problematico a causa di una grossa lama pericolante, che adesso pare sia caduta. Innalzarsi fino al primo chiodo, rinviarlo molto lungo e traversare a destra su placca sprotetta fino a raggiungere il diedro a destra. Proseguire lungo il diedro atletico (ch. e cl.) e poi dritti per una zona abbattuta fino ad un grosso albero sopra cui si trova la sosta (25 m; VI+; sosta su chiodi).
- Obliquare a sinistra per roccia facile (pianta) ad un diedro giallo e verticale che va risalito fino ad una cornice (vari ch.) da cui si traversa a sinistra alla sosta appesa (30 m; VI/A0 o VII; sosta su chiodi).
- Traversare per cornice a sinistra (varie cl.) ad una zona abbattuta che va risalita fino ad un terrazzino con robusto albero (15 m; V e IV; sosta su albero).
- Innalzarsi sul giallo ad un chiodo blu, poi traversare per cornice a destra (vari ch.) molto esposta e atletica fino a che non diviene una cengetta, su cui si traversa ancora qualche metro sostando a destra di una nicchietta (25 m; V+; sosta su chiodi).
- Tiro chiave: scalare il diedrino di bella roccia a gocce sopra la sosta montando su una fascia gialla (vari ch.) e attaccare lo stretto diedro strapiombante che intaglia la pancia sovrastante e molto esposta (vari ch.) uscendo su roccia gialla e più facile che adduce alla sosta appesa in una nicchietta (20 m; VI e A1 o VIII; sosta su chiodi).
- Traversare 2 m a sinistra a un buco e scalare la fessura strapiombante molto ostica (roccia rotta; vari ch.) di circa 6 m. Traversare con difficoltà a destra (ch.) e salire per roccia appoggiata ma rotta alla stretta sosta in un'altra nicchietta (15 m; A1 e VI o VII+; sosta su chiodi e clessidre).
- Per fessura con concrezioni guadagnare uno spiovente (vari ch., attenzione ad un'altra lama precaria) da cui si traversa a sinistra a dei gradoni che adducono ad una incavatura (vari ch., roccia rotta). Spostarsi a destra e scalare la fessura che incide il pilastro fino ad un albero da cui si esce a destra ad una sosta appesa (25 m; VI e VII; sosta su chiodi).
- Proseguire dritti per roccia molto rotta lungo una sorta di spigolo, superando vari piccoli risalti (varie cl.) fino ad un grande albero di sosta con libro di via (50 m; V; sosta su albero, eventualmente tiro smezzabile).
CIMONCELLO
SPIGOLO CONFORTO
- Salire le roccette tenendo a sinistra fino sopra un masso (chiodo con cordino) e superare i successivi gradoni (chiodo) ben appigliato fino ad una larga terrazza. Sosta su albero, 30m, IV e III).
- Superare la ripida lastronata grigia sovrastante: prima salire a sinistra il gradone dell´albero, puntando al ben visibile chiodo, poi un pò a destra verso un incavatura e quindi salire un pò a sinistra per giungere ad una fessura strapiombante che si supera in dulfer (è quella formata da una lama staccata ben visibile dal basso, al centro della placca) e si perviene sull´esile sosta. 27m, V+/A0, roccia liscia e povera di prese "naturali".
- Salire il diedro sovrastante fino al ben visibile tetto che si supera a destra, poi su per la fessura con i chiodi (dulfer molto difficile) fino ad una cengia. 25m, tiro chiave, il passo per salire sulla cengia è molto difficile, V/A0 e 1pp VI.
- A destra della sosta salire per lo strapiombo (2 chiodi) e poi a sinistra per gradoni fino ad un terrazzino. 20m, V/A0 o V+ lo strapiombo, IV il resto.
- dalla sosta salre verticalmente e poi a sinistra su una cengetta riportarsi sul filo dello spigolo, superare i successivi gradoni e giungere in sosta. 25m IV+ e III.
- Continuare lungo il filo dello spigolo per roccia più appoggiata ma erbosa (III) superando un altro tratto ripido, poi le difficoltà calano e la cresta diviene completamente erbosa. Sostare su pianta. 50 m; III e II su roccette e erba, tiro spezzabile in due, poco attrezzato.
EL TUNNEL DE SIVORI
- Dagli alberi alla base, salire in obliquo la placchetta a destra fino a degli alberelli, da cui poi parte un diedro tecnico che porta al terrazzino di sosta (20 m; IV+ e V il diedro; ch. e cordoni su alberi, sosta su 2 spit artigianali).
- Spostarsi a sinistra e vincere il muro aggettante con movimenti assai atletici (2 ch. e 2 cl.) uscendo su una rampa erbosa molto ripida che va risalita in verticale fino all'aerea sosta sullo spigolo (30 m; V e poi facile; sosta su 2 spit con cordone).
- Tiro chiave: traversare il muro grigio a sinistra (ch. lasciato) e poi risalire una scanalatura fino ad una nicchia (V+ sost., ch. e 1 cl.)); uscire a destra in placca e vincere il tettino (VI, 2 ch. e 1 cl.) e la successiva placca molto faticosi per uscire sulla comoda sosta (25 m; V+ e VI o A0; sosta su 2 spit artig.).
- Andare su per la roccia gradinata a destra fino ad un albero tagliato (cordone), poi vincere direttamente la placchetta levigata dello spigolo (VI, 2 ch.) uscendo su una rampa erbosa (possibile sosta su 2 spit), molto ripida e che va seguita verso destra fino ad una sosta comoda ma molto aerea (32 m; VI o A0 e poi facile; sosta su 2 spit).
- Traversare 2 m a destra e scalare tutto il grande diedro verticale e molto esposto (4 ch.) fino al terrazzo di sosta nel giallo (25 m; V sost.; sosta su 2 spit artig.).
- Seguire il seguente diedro, atletico, poi traversare a destra ad un altro diedro che porta in sosta (20 m; V e IV; 1 ch.; sosta su 2 spit).
- Scalare la fessura diedro sopra la sosta, molto verticale e con un'uscita atletica e faticosa (2 ch. e 2 cl.), poi spostarsi a destra e seguire la fessura seguente (1 ch. e 1 cl.) fino alla cengia di sosta (30 m; V e V+ sost.; sosta su 2 spit artig.).
- Vincere un primo gradone e poi la successiva placca fino ad un chiodo, da cui si traversa a sinistra ad uno spuntone e si vince un'ultima placchetta che porta al pianoro sommitale (25 m; IV+; 3 ch.; sosta su clessidra).
COSTA DEL VENTO: VIA VAI
- Scalare direttamente i gradoni verticali (2 ch.) e poi un diedrino molto impegnativo (3 ch.) salendo su una cengetta (ch.). Traversare a sinistra ed entrare in un buco che da su un profondo pozzo (ch.), scenderci dentro molto più facilmente di quel sembra e sostare su un bel terrazzo sotto il masso incastrato (20 m; V+ e VI; sosta su fix e 2 chiodi).
- Salire verticalmente il camino con ampie spaccate e ad una diramazione andare a destra (ch.) superando uno scheggione strapiombante giallo per entrare in una nicchia (ch.). Uscire a sinistra su lame (ch. e cl.) per entrare nella fessura sinistra con passo strapiombante e seguirla a sinistra (vari ch.) fino alla cengia di sosta (20 m; VI sost.; sosta su 2 fix).
- Partire dal centro del camino e attraversare a destra allo spigolo di concrezioni che si sale fino ad un pulpitino (3 ch.). Spostarsi a sinistra nella lunga canna che si sale direttamente in spaccata con arrampicata faticosa fino ad un ripiano sotto l'ultimo strapiombo (vari ch.). Attaccare direttamente lo strapiombo per la fessura di destra (3 ch.) e uscire sul ripiano sommitale (40 m; VI e 1 pp VII-; sosta su albero).
TORRE PILOTA
SPIGOLO SUD
- Dritti per parete gialla e con strapiombi su ottima roccia a lame fino alla nicchia di sosta. 15 m; V e V+, ben chiodato a chiodi normali, sosta su spit e chiodo.
- Salire la pancia sopra la sosta (VI+ o V+/A1, 3 ch.) e aggirare a destra il tetto per salire poi una placca fino a una cengetta. Vincere lo strapiombo e il successivo diedrino grigio (VI+ o A1) e per fessura a sinistra pervenire ad un'altra cengia dove si sosta. 25 m; V+ e A1 o VI+.
- Salire il diedrino a destra (ch.) e poi dritti vincendo uno strapiombo friabile fino a una cornice (bong). Traversare a sinistra a un doppio camino: salire in quello di destra fino alla nicchia e portarsi a sinistra per evitare un tratto molto friabile. Portarsi per roccette ad un albero dove si sosta. 30 m; IV e V; roccia friabile.
- Spostarsi a sinistra dove si vede il libro di via e salire tutto il canalino ingombro di sassi fino alla cima dove si sosta su albero. 35 m; II; molto friabile.
ANDATA E RITORNO
- Salire il diedro e delle roccette terrose per pervenire ad un altro diedrino sotto dei grandi blocchi. Sosta su cordoni in clessidra. 20 m; IV.
- Salire il diedro-lama a destra e poi proseguire su gradoni terrosi in verticale fin sotto la parete. Sostare su radice con cordone a destra alla basa di un diedrino. 20 m; III+.
- Salire il diedro fino alla pianta e traversare in placca a destra ben appigliata (chiodi) fino ad un'altra pianta con cordone, proseguire e sostare su buon terrazzino su chiodi con cordoni. 25 m; V.
- Un po' a sinistra superare un gradone (chiodo) e poi traversare a destra per vincere facilmente il successivo (chiodo) fino ad una cengia che si traversa a sinistra fino alla sosta con cordoni. 20 m; IV.
- Dritti sopra la sosta superando uno strapiombo (V) e il successivo tettino (VI-) per poi obliquare a destra lungo lame e buoni appigli (numerosi chiodi) fino alla scomoda sosta appesa. 25 m; V/V+ continuo.
- A destra salire una scaglia e poi traversare decisamente a destra lungo una lista di 4 m improteggibile fino alla sosta su chiodi. 8 m; V.
- Salire il diedro a destra per montare su una cengia (ch. e cl.) e poi obliquare a sinistra su una placca a buchi (cordone) fino ad un comodo terrazzino dove si sosta su albero. 15 m; IV+.
- A sinistra salire il diedro molto verticale con chiodi superando un forte strapiombo (A0) ed uscire sulla sommità. 15 m; VI- e A0.
OLIUNID
- Il primo tiro presenta due possibilità: a) alzarsi sulla placchetta ammanigliata alla base e montare su un gradone erboso per spostarsi a destra in piena placca vincendo un paio di pancette atletiche ma ben chiodate (VI+, chiodi e spit); b) al gradone spostarsi appena a sinistra e scalare la fessura più facile (V, chiodi). La sosta è la medesima in cima al pilastrino (20 m; V o VI+; sosta su spit).
- Superare un gradone liscio sopra la sosta (V, spit) e proseguire per terreno facile e un altro gradone alla base di un diedro (sosta a spit possibile), non fermarsi e scalare tutto il diedro verticale ma ben ammanigliato (ch. e spit) fino all'ampia cengia di sosta (40 m; V+; sosta su 2 spit).
- Alzarsi su un altro gradone ben ammanigliato e portarsi sotto un diedro strapiombante a sinistra (ch.) che va superato tutto (ch. e spit) per raggiungere la cengia sotto gli strapiombi (25 m; V+/A0 o VI+; sosta su 3 spit).
- Il tiro più bello della via: spostarsi appena a destra e scalare il muro rosso dapprima un po' a sinistra e poi obliquando decisamente a destra (ch. e spit) fino alla scomodissima sosta in esposizione (25 m; VI; sosta su 2 spit e clessidra).
- Tiro chiave: alzarsi in verticale su belle manette (ch.) fino al tetto e traversare a sinistra lungo una lista discontinua (molti spit) fin dove il tetto finisce e con un passo delicato a sinistra su placca panciuta afferrare una breve fessura che conduce alla sosta comoda (20 m; VI/A0 o VII-; sosta su 2 spit).
- Dritti per le rocce articolate sopra la sosta ad un terrazzo (altra possibile sosta), non fermarsi ma scavalcare l'albero e superare lo spigoletto di destra (2 cl.) che adduce alla terrazza sommitale (28 m; IV+ e V; sosta su albero).
IL RICHIAMO DI PENNA BIANCA
- Seguire il diedro appoggiato (ch. e cl.) che finisce nelle placche; spostarsi 2 m a destra e salire dritti puntando ad un alberello (spit) e infine vincere una difficile fessura strapiombante verso sinistra (ch.) alla stretta cengia (25 m; V e VI; sosta su fix e alberello).
- Usando le lame a sinistra con cautela innalzarsi a una lama strapiombante che si aggira a destra (cl. e ch.) per poi traversare decisamente a sinistra (ch. e spit) prima di riprendere a salire per le placche a strati ritornando poi a destra per cornice alla sosta (20 m; VII- e VI; sosta su fix).
- Uno dei tiri duri della via: scalare la liscia placca bianca a concrezioni e con movimenti delicati, utilizzando un rovescio robusto e ad una lista traversare a destra a un diedro svaso (diversi spit). Superare il diedro su prese piccole e tonde e affrontare un'uscita con chiodatura distanziata su stratificazioni e poi una rampa (sprotetto) di concrezioni verso destra alla comoda sosta (25 m; VII+ o VII/A0; sosta su 2 fix).
- Altro tiro duro: partire sopra la sosta e traversare a destra per una lista, poi alzarsi tramite una sottile fessura fortemente strapiombante (ch. e spit) fino al tetto sotto cui si traversa a destra per liste alla sosta nicchia di sosta (20 m; VII; sosta su 1 fix, 1 clessidra e 1 spit).
- Passare a sinistra il forte strapiombo della nicchia (spit) e montare su una stretta cengia (V+) che va seguita un poco a sinistra per poi riprendere a salire in artificiale (spit) su muro liscio con uscita ostica (20 m; A1; sosta scomoda su 3 spit).
- Tiro molto sporco e con roba instabile: dalla sosta proseguire in verticale per roccette erbose alzandosi per una parete a strati in obliquo a sinistra e vincendo un paio di pancette (ch. e spit, attenzione a due lame scollate all'apparenza solide). Dopo la paretina, con uscita insidiosa, sostare su comoda cengia (30 m; V+; sosta su 2 fix).
- Traversare qualche metro a destra a un bel diedro un po' sporco di terra che va scalato (ch. e cl.) fino a grandi strapiombi gialli, sotto cui si traversa a destra per comoda cengia (25 m; V; sosta su 2 fix con cordone).
- Montare sulla cornice sopra la sosta e traversare a destra fino a un cordone, poi innalzarsi per bella placca e per diedro grigio tecnico (ch. e spit) allo stretto gradino di sosta sotto un tetto (25 m; VI+ sost.; sosta su 2 fix).
- Iniziare per placca liscia in obliquo a sinistra e poi alzarsi al tetto (spit e cl.) sotto cui si traversa a destra per stretta cornice a carponi fino al termine del tetto e poi superare una placchetta verso sinistra per giungere in sosta (15 m; A0/VI o VII+ tiro molto ostico; sosta su 2 fix).
- Ci sono due opzioni: la prima e di salire dritti superando due pancette (VI e A0, spit) e poi la rigola bianca che macchia la placca finale e che dà il nome alla via (25 m; A1); la seconda è di traversare a destra ad una grotta (15 m, facile) e sostare, poi vincere un tettino molto ostico (A1) e obliquare a sinistra fino al boschetto sommitale (III molto sporco, altri 25 m).
LA TOSTA-TA DEL BOSTEL
- Scalare le rocce scure in obliquo a sinistra e poi direttamente, all'inizio facili, poi per dei risalti più impegnativi (3 ch. e 2 cl.) e con chiodatura un po' precaria, fino a montare sulla stretta cengia di sosta, fermandosi in una nicchia bianca (25 m; VI-; sosta su 2 spit).
- Su per un breve gradino bianco (spit) e traversare a destra in un diedrino strapiombante (2 ch. + spit) che si vince direttamente, per uscire poi verso destra su roccia un po' friabile ma più facile e raggiungere l'ampia cengia di sosta sotto le placche del pilastro (20 m; V+/A0 o VII; sosta su spit + fix).
- Alzarsi in obliquo a sinistra per placca aggettante via via sempre più difficile (serie di spit), superare una colata nerastra e poi traversare decisamente a destra per cornice alla sosta (15 m; VII+ o A1; sosta su spit + fix).
- Partire a destra in un diedrino bianco e seguirlo fin sotto al tetto (serie di spit e ch.) che si evita traversando con difficoltà a destra e doppiando lo spigolo e sostando scomodamente su cornice (15 m; A1 o VIII-; sosta su 2 spit).
- Continuare in verticale sopra la sosta (ch.) e salire su una cengetta. Spostarsi a sinistra (spit + ch.) e innalzarsi per costola bianca difficile fino ad un tetto che si segue in artif. a sinistra e si supera nel punto più stretto. Poi per fessura verticale (2 ch.), raggiungere la sosta (25 m; VI- e A1; sosta su spit + fix).
- Obliquare per placca nera a destra (2 ch. e 1 cl.) traversando poi ad un diedro giallo levigato (3 ch.), che si sale evitando a destra lo strapiombo che lo chiude e sostando subito sopra (30 m; VII sost.; sosta su 2 fix).
- Andare a sinistra per rocce facili fin sotto uno strapiombo che si evita a sinistra per lame ed uscire su una buona cengia erbosa (20 m; VI-; tiro sporco; sosta su 2 fix).
- Uscire sulla cornice sovrastante andando a destra per vegetazione fitta (cl.), poi attaccare il muro strapiombante superando un primo tetto (serie di spit), poi girandone uno a destra e infine superandone un terzo direttamente. Ignorare la sosta e andare sulla comoda cengia a sostare (30 m; VII- e A1; sosta su albero).
- Alzarsi lungo il breve tratto di rocce a strati partendo da sinistra e tornando a destra e superare l'ennesimo strapiombo (2 ch. e 1 cl.) uscendo a sinistra e pervenire alla comoda sosta (15 m; III e 1 pp. VII-; sosta su spit + ch.).
- Scalare il muro direttamente sopra la sosta, dapprima facile, poi sempre più liscio, fino al grande tetto terminale (serie di spit), sotto cui si traversa a destra e lo si supera poi direttamente per uscire con difficoltà su cornice (25 m; VI+ e A1; sosta su spit + fix; libro).
- Spostarsi a sinistra e superare lo strapiombo per un gradino erboso e poi scalare le placche boscose con difficoltà stando un po' a destra del pilastro fino al ripiano sommitale (30 m; IV e V; tiro orribile! Sosta su albero).
PREMIATA FORNERIA
- Seguire la cresta a risalti che costituisce la base del pilastro, stando sempre sul filo (roccia terrosa, 2 cl.) fino ad un gradone con albero e cordoni passanti (27 m; IV; sosta su albero e clessidra).
- Per gradini friabili (cl.) andare alla cengia sovrastante e spostarsi a destra del gran tetto nero che qui si presenta. Scalare un diedrino strapiombante (ch.) e uscire a destra del tetto che lo chiude (pianta), poi obliquare per cornice a sinistra fino alla nicchia di sosta nella parete gialla (25 m; da IV a VI; sosta su chiodo e 2 clessidre).
- Partire a sinistra della sosta nel bianco e poi portarsi a destra sullo splendido muro grigio a gocce e concrezioni (vari fix), dapprima facile, poi molto difficile e con passi obbligatori. Salire sulla stratta cornice al termine del muro e traversare a destra alla sosta (30 m; V+ e VII; sosta su 2 fix da collegare).
- Alzarsi dritti nel giallo (fix) fino alla radice del tetto e traversare a sinistra per lame (1 cl e 1 ch. precari) e placca tecnica (fix) uscendo in una nicchietta grigia in grande esposizione sul pilastro (15 m; VI sost.; sosta su 2 fix con cordone).
- Scalare la fessura sovrastante (1 cl.) molto atletica e uscire a sinistra su una rampetta sporca di terra e con pilastrini instabili (attenzione!) pervenendo ad un bel terrazzo in cima al pilastro (20 m; VI+ e V; sosta da attrezzare su albero).
- Proseguire dritti per cresta erbosa e friabile fino ad un grande terrazzo (20 m; IV; sosta su albero).
- Ancora dritti per canaletta tra enormi macigni fino alla grande cengia (20 m; IV; sosta su albero o a sinistra su fix, eventualmente unire i tiri).
- Traversare a destra per sentiero fino a quando diventa cengia. Salire a sinistra sulla cornice e traversare a destra ancora fino ad un albero con cordoni (50 m; facile; sosta su 2 fix da collegare).
- Innalzarsi sul muro giallo, inizialmente su belle prese (2 cl.) fin sotto un diedrino bianco che si scala direttamente (2 cl.) e se ne esce a sinistra per aggirare un tetto fino ad un altro diedro arancione. Scalarlo fino ad una nicchia (2 cl.) ed uscirne a destra su diedrino grigio atletico che porta al pulpito di sosta (30 m; VI sost.; sosta su fix e clessidra con cordone).
- Scalare il muro verticale sopra la sosta (cl.) e poi la rigola seguente fino ad entrare in una nicchia (2 ch. e 1 cl.). Uscire a sinistra con passaggio molto scomodo per entrare in una canaletta che va risalita interamente fino all'uscita sul prato sommitale (30 m; VI+ e VI; sosta da attrezzare su albero).
PARETE DELLA CICLABILE
LA TELA DEL RAGNO
- 20 m; 5c, chiodatura un po' lunga.
- 25 m; 6a e poi 5b; ancora chiodatura lunga.
- 10 m; 6c o A1, tiro scomodo per il secondo e molto intenso, in strapiombo.
- 10 m; 6a.
- 15 m; A0 o 7a, su roccia a lamette talvolta friabili, non facile da liberare. Sosta con libro dopo 10 m, altrimenti si può uscire dalla via a sinistra.
CHIROTTERI
- 15 m; 6a+. Tiro brutale e con primo fix alto.
- 10 m; 6a poi 4c.
- 20 m; 5c.
- 15 m; 6a.
- Trasferimento alla base della parete successiva presso una fessura.
- 15 m; 5c+.
MONTE MAGGIO
CAMPANILE NICOLA E SOFIA: ETERNO RITORNO
- 15 m; 6c+ o 6b/A0. Placca liscia e di equilibrio sulle punte, poi traverso a sinistra.
- 20 m; 6b. Fessura atletica da integrare.
- 7 m; 5a. Traverso a sinistra fino allo spigolo.
- 25 m; 6a. Spigolo e nicchia strapiombante da superare.
- 30 m; 5c. Spigolo a risalti che porta alla spaziosa vetta.
CAMPANILON TRANQUIJO: PLACIDO AVANTI SEMPRE
- Scalare tutta la fessura verticale e molto atletica (vari ch.) fino ad un alberello da cui si piega a sinistra per rocce terrose alla scomoda sosta (15 m; VI+ o V+/A0; sosta scomoda su albero).
- Obliquare a destra per rampa terrosa e poi andare a sinistra sul filo dello spigolo seguendo le rocce pulite (2 ch.) fino ad uno spuntone con cordone. Da qui traversare a destra alla comoda sosta (20 m; IV; sosta su albero).
- Spostarsi a destra e rimontare due gradoni squadrati (2 cl.) ad un ripiano; da qui 2 possibilità: a) seguire la fessura di sinistra (variante, V+) con movimenti da capire; b) seguire il fondo del diedro a destra (vari ch.), superando a sinistra un tettino e un tratto più liscio presso un albero. Al termine, per rocce terrose alla sosta (25 m; V+ sostenuto; sosta su alberi con corda).
- Traversare brevemente a destra per cengia seguendo la corda fino allo spigolo (8 m; facile, sosta su 3 chiodi).
- Scalare il filo dello spigolo per rocce articolate (2 ch.) fino alla sosta su ripiano sotto grandi strapiombi gialli (20 m; IV+; sosta su albero e chiodo).
- Alzarsi sopra la sosta e doppiare lo spigolo a sinistra seguendo delle lame faticose (ch.) fino ad una cengetta che porta a destra allo spigolo. Attraversare a destra dietro lo spigolo su placca levigata (ch.) per raggiungere la sosta (15 m; V+ e V; sosta su 4 chiodi).
- Rimontare la sosta e scalare lo strapiombo sovrastante sfruttando la placca a sinistra (2 ch.) e poi la fessura (ch.) uscendo su roccia più facile. Tornare a destra sullo spigolo (ch.) e scalare la fessura strapiombante (ch.) per uscire su un comodo terrazzo (15 m; VI; sosta su 3 chiodi).
- Vincere la fessura strapiombante sopra la sosta (vari ch.) e uscire a destra su roccia più facile alla nicchia di sosta (10 m; VI e V; sosta su 3 chiodi).
- Alzarsi nella nicchia e spostarsi a sinistra (ch.) per proseguire per lame ad un terrazzo sotto una fessura. Scalare tutta la fessura e vincere l'ultimo strapiombo sulla destra uscendo direttamente in vetta (30 m; V; sosta su tondino e albero con cordoni).
VITO, NICO E LUDO
- Scalare direttamente la fessura, più facile di quello che sembra (3 ch. e 1 cl.) uscendo a sinistra ad un pinnacolo strapiombante, fino al misero gradino di sosta posto sotto un allargamento del camino (15 m; IV+; sosta su 1 chiodo e 2 clessidre).
- Proseguire direttamente stando a sinistra di uno spuntone ed entrare nel camino profondo che va scalato, superando lo strapiombo che lo chiude (2 ch, 2 cl.) e per canalino uscire su una bella cengia (20 m; IV e IV+; sosta su albero con cordoni).
- Traversare 4 m a sinistra e prendere una fessura friabile (3 ch. e 1 radice, da controllare) che si risale andando sempre più a sinistra (cl.) e sostando nel fondo del grande diedro (25 m; V+; sosta su chiodi e clessidra).
- Continuare lungo la fessura centrale del diedro, vincendo direttamente uno strapiombo (2 cl. e 1 ch.) uscendo poi leggermente a destra e arrivando dritti sotto al grande tetto, visibile anche dal basso dove si sosta (20 m; V; sosta su pianta).
- Salire per esile fessura fin sotto al tetto (ch.), da cui si esce a destra ad un pulpito. Scalare direttamente il pilastrino sovrastante (ch.) e poi traversare in orizzontale a sinistra (3 ch.) ad un albero molto robusto; oltrepassarlo e dopo un ultimo gradone, montare sull'ampia cengia di sosta (30 m; VI e VI-; sosta su 3 chiodi).
- Spostarsi 2 m a destra e percorrere tutta la rampa obliqua da destra (qualche ch.) a sinistra fino allo spigolo che si sale fino alla nicchia gialla di sosta (35 m; V e IV; sosta su 3 chiodi).
- Vincere lo strapiombo della nicchia e proseguire per facile cresta erbosa fino alla vetta della torre (25 m; IV, poi facile; sosta su piante con cordoni).
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