DOLOMITI
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa, con rischi ANCHE MORTALI se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa. Ciò che è descritto più avanti è frutto di considerazioni personali che non hanno alcun valore giuridico, morale, educativo, SI DECLINA OGNI RESPONSABILITA' dell'uso che ne venga fatto. Chi decidesse di intraprendere l'alpinismo lo fa a proprio rischio e pericolo ed è comunque tenuto a rivolgersi a personale qualificato. Gli itinerari descritti sono tra l'altro soggetti a modifiche causate dall'ambiente di cui NESSUNO, nella qui presente disamina, è tenuto in alcun modo a risponderne. Le informazioni qui hanno solo fine illustrativo e NON sono esenti da errori.
Indice
- Spigolo Franceschini al Dente del Rifugio;
- Chiarastella al Dente del Rifugio;
- Fessura Franceschini al Dente del Rifugio;
CADINI DI MISURINA
VIA MAZZORANA-DEL TORSO ALLA TORRE WUNDT
- Seguire tutto il camino, ben gradinato, fino al masso incastrato che lo chiude, aggirarlo a destra e raggiungere il terrazzo di sosta (35 m; III+).
- Vincere lo strapiombo fessurato sulla sinistra e continuare per il successivo caminetto (2 ch.) che porta in breve ad un bel terrazzo di sosta sotto un diedro (15 m; IV e poi III).
- Seguire il diedro che piega a destra, molto divertente (1 ch. e 1 cordone), oppure la placca subito a destra con le medesime difficoltà, fino ad terrazzo sotto un grande camino (30 m; IV).
- Salire il camino sopra la sosta (ch.) e spostarsi a destra per proseguire nell'incavatura a campana ( ch.) che porta ad una nicchia di sosta (30 m; III+).
- Traversare un poco a sinistra su placca a buchi e alzarsi doppiando lo spigolo del camino proseguendo su rocce detritiche fino ad una cengia sotto un rigonfiamento. Qui si può attrezzare una sosta su clessidre o spuntoni (40 m; 1 passo di IV, poi facile).
- Proseguire dapprima un po' a sinistra e poi dritti per rocce sfasciate fino ad un pilastrino dove si trova una sosta su 2 chiodi (45 m; II e III).
- Per roccette e ghiaie raggiungere in breve la cupola sommitale della torre.
VIA DULFER AL CAMPANILE DULFER
- Si sale un gradone facile e si prosegue a destra lungo una rampa di roccia grigia sotto enormi strapiombi gialli fino ad un pianerottolo al margine destro della rampa dove si sosta su 2 chiodi, sotto una paretina grigia (35 m, III).
- Superare la paretina articolata sopra la sosta e poi andare a sinistra ad un diedro giallo (cl. e ch.), salirlo (V, ch.) ed alla sua sommità abbassarsi a sinistra verso un secondo diedretto grigio che si supera. Proseguire in traversata ascendente a sinistra su roccia articolata ma verticale (possibile sosta intermedia su ch. e cl.) e montare su un piccolo pulpito sul filo dello spigolo dove si sosta su clessidra (50 m, V, tiro che richiede attenzione).
- Dalla sosta abbassarsi a sinistra e traversare su roccia articolata verso un diedro grigio che si risale fino ad una alcova alla base di un altro diedro dove si sosta su clessidra(30 m, IV).
- Salire il diedro sopra la sosta per circa 10 m fino a dove si fa verticale e difficile (V) si attraversa per 3 m a destra su roccia articolata; poi si sale dritti fino ad un terrazzamento sostando a sinistra dello stesso su spuntone triangolare (50 m, V e IV).
- Si sale il canale sopra la sosta puntando verso destra e superando una nicchia ed un diedro fino ad un´ampia terrazza sullo spigolo dove si può sostare su spuntone o 2 chiodi (50 m, III e 1pp IV).
- Salire il diedro giallo sul filo dello spigolo (IV, ch.) e doppiarlo a destra a circa 3/4, dove delle belle lame inducono a traversare. Salire la parete articolata in obliquo a destra superando delle nicchie (IV) puntando ad una rampa che riporta a sinistra alla sosta sul filo dello spigolo, su 2 chiodi in grande esposizione (55 m, IV continuo).
- Salire il diedrino sopra la sosta proprio sul filo dello spigolo fino ad una nicchia dove si può sostare comodamente su spuntone (10 m, IV).
- Proseguire a sinistra oltre uno spuntone, superare un forte strapiombo per entrare in una nicchia gialla (V, ch.) e per roccia articolata uscire a sinistra fino a raggiungere una seconda nicchia gialla che va superata direttamente (V, clessidra a sx) ed andare verso destra ad una terza nicchia gialla. Uscire a sinistra su roccia più appoggiata ed ammanigliata per raggiungere l´esile vetta del campanile dove si sosta su spuntone (50 m, V continuo e difficile con 1 chiodo intermedio).
- Doppia di 50 m verso la forcella con cima Eotvos (N), oppure (molto meglio!) una doppia corta di 15 m ad una sosta intermedia e poi una più lunga fino alle prime rocce utili. In entrambi i casi alla fine della calata occorrerà fare un pendolo verso la forcella ma nel secondo caso sarà più facile il recupero delle corde.
- Doppia 50 m nel canalone verso Misurina per raggiungere un terrazzino con catena (caduta sassi).
- Calarsi sempre nel canalone per 50 m superando diversi tetti fino ad un ampio terrazzo, catena a sinistra (viso a valle). Anche in questo caso le corde s´incaglieranno in una fessurina appena iniziata la discesa (attenzione!!).
- Calata di 50 m nel canale superando diversi strapiombi fino ad un piccolo ripiano.
- Calata di 50 m verso una nicchia con 2 cl. ed 1 ch. a destra (viso a valle).
- Calata di 40 m fino al ghiaione.
TRE CIME E DOLOMITI DI SESTO
SPIGOLO DIBONA ALLA CIMA GRANDE DI LAVAREDO
- dal basamento dove c'è una lapide commemorativa traversare a sinistra fino ad una marcata rampa (III) che permette di raggiungere un comodo terrazzo con sosta su chiodi (20 m, II e III, più duro in presenza di neve).
- Dalla sosta salire direttamente per una fessura diedro puntando ad un cordino rosso (IV+), vincere direttamente lo strapiombo sopra il cordino e salire un poco a sinistra per montare su una cengetta alla base di una immensa placconata grigia dove si sosta su chiodi (30 m, IV e IV+).
- Salire verso sinistra verso una marcata fessura, cercando il punto più semplice per entrarci, superare il primo risalto e montare su un terrazzino (IV), rimontare il successivo caminetto (2 ch. IV) e poi traversare a destra per cornice fino ad una sosta. Non sostare ma proseguire verticalmente superando lo strapiombo sulla destra (IV+) e giungendo ad un´altra sosta su chiodo, cuneo e clessidra (40 m, IV).
- Superare il salto successivo direttamente e giungere quindi alla grande terrazza che si affaccia sulla parete nord (20 m, III, sosta su cordone e chiodi).
- calarsi per circa 50 m fino al fondo del camino.
- attraversare a sinistra su una minuscola cornice per 5 m per trovare un altra catena. Calarsi per 60 m per pareti verticali e poi per un canalino fino alle ghiaie sottostanti.
- scendere per tracce di sentiero verso sinistra ed entrare in un piccolo anfiteatro, scender per le roccette fino ad un cordone di calata. Calarsi dritti per 60 m fino ad una cengetta.
- andare a destra lungo la cengetta fino ad un cordone con anello di calata. Calarsi per 15 m fino al sottostante canalone.
- scendere il canalone ingombro di sassi e poi andare a destra su una forcella stretta tra due torri con ometti ed un piccolo pinnacolo in mezzo. Calarsi dallo spit per 25 m fino ad un bel ripiano. Da qui la classica discesa prosegue a sinistra con altre calate lungo un canalone.
- seguire a lungo il sentierino che costeggia la parete sud fino ad una forcellina con un avancorpo, scendere un poco seguendo la traccia fino ad un cordone di calata. Scendere in doppia per 50 m fino ad un ripiano.
- calarsi dal cordone per 25 m fino ad un minuscolo ripiano con cordoni per calata.
- calarsi per 40 m fino alle ghiaie basali.
GRUPPO DI FANIS
DIEDRO CONSIGLIO-DALL'OGLIO ALLA CIMA DEL LAGO
- Salire in verticale sopra la partenza fino a raggiungere una cengia con strapiombetti su cui si sosta su 2 chiodi (40 m, III, il percorso non è obbligato).
- Superare la fascia di placche un po´ a sinistra dove è più facile, poi superare una fessurina sulla destra ed entrare in una zona a gradoni. In alto a sinistra si scorge uno spuntone scollato dalla parete, appena accanto ad un diedro. Andare nella sua direzione ma fermarsi su cengia 5-6 m sotto dove si sosta su clessidra con cordini (50 m, III).
- Salire in direzione della svasatura sovrastante superando cenge e placche un poco sulla destra (3 cl.), sempre su roccia friabile, e sostare nella nicchia alla base di essa e si sosta su 2 chiodi ravvicinati o su comodo spuntone (50 m, III+).
- Ci sono 2 possibilità: o salire sulle placche stando a sinistra del fondo del canale (roccia compatta, IV) oppure superare il canale sul suo fondo (II-III, roccia friabile e detritica). Giunti in prossimità della cengia mediana, salire con molta cautela su un pendio di roccia marcissima e piena di detrito e sostare sulla cengia sotto strapiombi rossi (50 m, sosta poco sicura su 1 chiodo).
- Traversare sulla cengia verso il diedro oltrepassando uno spigolo rossiccio ed una nicchia nerastra (ometti) e sostando su un ripiano sotto la verticale di una nicchia gialla di forma circolare dove si sosta su 1 spit ( 45 m).
- Superare lo strapiombo sopra la sosta grazie ad un masso ed entrare nella nicchia (2 spuntoni), uscirne a destra su scaglie solide (1 ch. nel giallo, non visibile dal basso) ed approcciare la fessura a destra. Salire tale fessura e dalla sua fine, traversare in leggera discesa a destra su ottima roccia (2 cl.) fino a raggiungere la scomoda sosta su 2 chiodi alla base di una lunga fessura ( 25 m, IV continuo).
- Salire tutta la serie di fessure verticali sopra la sosta (4 ch.) superando anche una difficile scaglia. Arrivati in un catino alla base della fessura principale del diedro la sosta su un bong rosso ed un chiodo si trova su un terrazzino appena a sinistra (40 m, IV+ continuo. Per utilizzare il bong serve un cordino).
- Proseguire per diedrini in verticale sopra la sosta ( 2 ch.)fino ad una nicchia gialla 15 m sotto il grande e ben visibile costolone centrale del diedro, la sosta su una clessidra ed un chiodo è su un ripiano appena a sinistra (40 m, IV).
- Salire ora la fessura principale del diedro fino al costolone (IV), imboccare il ramo che piega a destra superando un lungo diedro verticale ( IV+ atletico, ch.), continuare a salire le fessure fino ad una zona con diverse nicchie che offre varie possibilità: si può sostare su clessidra sul ripiano di sinistra (scomodo), si può seguire il diedro fino alla nicchia gialla più alta (V, ch.), si può aggirare il difficile risalto delle nicchie passando a sinistra per scaglie e ritornando nel diedro tramite una cornice che passa sopra una nicchietta piccola (laborioso ma facile) e sostando nella nicchia superiore su chiodo nella nicchia gialla, o su clessidra in basso (50 m, IV+ sostenuto).
- Superare lo strapiombo della nicchia (V- atletico) e proseguire seguendo la grande fessura di fondo del diedro o la placca appena a sinistra (2 clessidre, di cui una di eventuale sosta intermedia) fino a sbucare sulla cresta sommitale (55 m, IV, sosta su spuntone, tiro fantastico).
SPIGOLO COLBERTALDO AL SASS DE STRIA
- Partendo dal canale a destra della rampa, salire sullo spigolo e seguirlo fino ad un diedro che va vinto direttamente fino alla sosta sotto una paretina verticale (40 m; III e IV, eventualmente dimezzabile con una sosta intermedia).
- Superare la paretina e obliquare a sinistra, poi proseguire ancora lungo lo spigolo fino alla sosta (20 m; IV e poi III).
- In questo tiro lo spigolo si fa più definito e bisogna seguirlo superando una nicchia fino a un doppio diedro. Salire il diedro di sinistra superando una nicchia gialla e proseguire sul filo fino alla sosta (20 m; IV).
- Imboccare il camino a destra e seguirlo fino alla fine dove da rocce più facili si obliqua a sinistra fino alla sosta su terrazzino (25 m; IV e III).
- Salire una paretina verticale per entrare a destra in un camino e uscirne attraverso un foro e sostare subito dopo (35 m; IV).
- Traversare lungamente a destra passando attraverso l'intaglio tra una torre staccata e il corpo principale della montagna andando a sostare alla base di un canale detritico, dopo un masso incastrato (25 m; I e 1 passo III).
- Salire la fessura verticale molto unta a sinistra del canale e con 1 chiodo e 3 anelli. Sostare al termine della stessa, poco sotto la croce di vetta (40 m; IV+).
MAURIZIO SPECIALE AL TRAPEZIO DEL LAGAZUOI
CINQUE TORRI
TORRE LUSY: VIA CLASSICA
- Salire la placca grigia in direzione della nicchia che si aggira a sinistra per raggiungere lo spigolo, quindi proseguire per rampetta fino alla sosta (25 m; IV- e III).
- Per rampa tornare sullo spigolo che si segue fino ad una cengia a metà della torre (20 m; III).
- Salire un po' a sinistra per placchetta verticale e poi per roccia più adagiata obliquare a destra allo spigolo che si segue fino alla sosta (15 m; IV e III+).
- Obliquare ancora verso destra fino allo spigolo nord-ovest da cui si sale a sinistra per roccia lavorata fino al ballatoio sotto la cuspide terminale (20 m; III+).
- Girare lo spigolo portandosi in parete est per salire dove la roccia è più articolata portandosi in breve alla sosta sulla cresta terminale (15 m; IV e III).
- Con qualche altro metro di cresta si può raggiungere la sommità (II).
PELMO E DOLOMITI DI ZOLDO
VIA NORMALE ALLO SFORNIOI NORD
Salita: per tracce salire il pendio di detriti e roccette, abbastanza faticoso, passando per la Croce Giovane montagna e poi continuare per il pendio a bancate fin sotto la cupola terminale dello Sforniòi Nord (2410 m). Traversare a sinistra imboccando una cengia che più a sinistra passa sotto strapiombi; non seguirla tutta ma rimontare un gradone e riattraversare a destra (qualche bollo sbiadito) fino alla base di un camino detritico. Risalirlo tutto fino ad una selletta (I e II) da cui si volge a destra per cengia fino ad un altro caminetto, il secondo da sinistra, che va risalito(40 m; II) per raggiungere la vetta (1,30 - 2,00 dalla forcella; qualche bollo lungo il tracciato).
Variante 1: dalla cengia sotto la cupola si può traversare fin quasi al lato opposto della cima quando sulla destra si apre un camino a imbuto con qualche bollo sbiadito: risalirlo per 10 m e poi piegare a sinistra superando un camino a V con masso incastrato e dalle pareti lisce (III) che va superato per pervenire alla medesima selletta dell'itinerario di prima.
Variante 2: si può continuare lungo la cengia fino alla forcella dei Pupe (i due gendarmi che la affiancano, meritevole comunque di visita). Da qui puntare al canale che poi si restringe a camino lungo il filo di cresta e risalirlo (molto esposto, III) che porta ad un ballatoio. Da qui si può traversare a destra per giungere alla cengia come nell'itinerario normale.
Discesa: per la via di salita.
LAGORAI E CIMA D'ASTA
VIA LINO-EGIDIO A CIMA D'ASTA
- Salire il diedro frastagliato sopra la scritta fino al suo termine ed uscire poi a sinistra su un ben visibile terrazzino erboso su cui si sosta (40 m, III).
- Si sale verso sinistra in un diedrino con scaglia e si guadagna un secondo diedro erboso che si supera (1ch. ed 1 spit) fino al suo termine e sostando sulla sinistra (40 m, III+).
- Si sale verso sinistra per un diedrino e se ne esce a sinistra (ch.) per placche erbose fino a raggiungere la sosta sotto un diedro-camino strapiombante (30 m, III+).
- Superare il diedro-camino sovrastante dalle pareti levigate, faticoso, ed uscire su un pendio di rocce rotte che conduce alla sosta sulla destra, sopra un gradino levigato (35 m, IV il camino poi III).
- Dalla sosta salire verso sinistra nel successivo diedro-camino con un passaggio assai faticoso all´uscita (ch.), poi si segue una fessura a sinistra del camino principale con un piccolo strapiombo (attenzione ad alcune scaglie mobili) che si segue fino alla sosta sotto un pilastrino (30 m, IV+ il primo camino, poi IV).
- Superare il pilastrino e proseguire per placche fino all´uscita sulla cresta (30 m, II, sosta da attrezzare su spuntoni).
VIA DEL VENTO ALLA TOGNAZZA
- Scalare il diedro con un passo verticale e piuttosto strano dopo pochi metri (2 ch.), poi per roccia facile (ch.) e articolata raggiungere la sosta su un terrazzino che un poco a sinistra interrompe la continuità della rampa-diedro (25 m; IV+ poi III; alcuni chiodi; sosta su fix anellati).
- Continuare in verticale (ch.) lungo la rampa-diedro, facile e articolata fino ad una sosta intermedia a chiodi, che conviene saltare spostandosi a sinistra sullo spigoletto articolato che adduce ad un tetto. Alla sinistra la sosta su comodo terrazzo alla base di un diedro verticale (30 m; III; sosta su fix anellati).
- Proseguire nel diedro, inizialmente facile (2 ch. alti) fino al tetto che lo chiude e da cui si esce a destra continuando nel diedro stretto e acuto (diversi chiodi) e con passaggi faticosi e atletici uscendo a destra al terrazzino di sosta (25 m; III all'inizio e poi V+/VI- sostenuto, da integrare; sosta su fix anellato).
- Montare sul facile spigolo a destra e salire ad un diedrino liscio (ch.) che si risale con passi atletici uscendo su un pendio facile. Puntare al grande pino mugo poco più in alto e sostare su comodo terrazzo (35 m; IV+ poi II; sosta su fix anellato).
- In verticale sopra la sosta superare lo strapiombino sul filo dello spigolo (1 spit) e per roccia facile continuare lungamente fino al comodo terrazzo di sosta accanto a un albero (40 m; V poi II; sosta su 2 fix con cordone).
- Tiro chiave: spostarsi a destra alla fessura-diedro appoggiata e risalirla con movimenti atletici (1 fr. incastrato e 1 cl.) fino ad un tettino a campana. Vincerlo direttamente (VI+, spit, obbl.) e sopra spostarsi a destra sullo spigolo del diedro. Scalarlo (VI, diversi spit e chiodi) rientrando a sinistra dove si abbatte. Scalare ancora lo strapiombo finale (ch.) e uscire in sosta su comodo terrazzo (50 m; VI sostenuto e 1 pp. VI+; possibile A0 su friend; sosta su fix anellato).
- Varcare la fenditura dietro la sosta e poi scalare la paretina a monte con passaggio complicato e poco proteggibile (1 fix alto); continuare sulla placca monto verticale ma con buone prese (2 ch.) e sbucare sulla calotta sommitale, sostando comodamente un po' a sinistra (25 m; V; sosta su 2 fix con cordone).
QUALITA', CONVENIENZA E CORTESIA ALLA PARETE DELLA SALINA
- 30 m; 4c.
- 15 m; spostarsi a destra per il diedro; 4b.
- 30 m; 5b; bel tiro!
- 15 m; 5b+.
CATINACCIO
SPIGOLO PIAZ ALLA TORRE DELAGO
- Si sale la paretina sovrastante dapprima tendendo un pò a sinistra e poi direttamente (chiodo in una crepa) fino ad una ripida placca bianca con fessura che si aggira a destra per roccia con piccoli appigli o direttamente (in entrambi i casi chiodo dopo la placca, proteggibile anche con friend piccolo) e poi per roccia meno ripida si giunge in sosta (25m, IV, 2 chiodi).
- Dalla sosta si scala direttamente la fessura levigata e si supera la sovrastante placca a sinistra dello spigolo in grade esposizione sulla parete NW per rientrare sullo spigolo dopo 6m (chiodo). Lo si segue fino ad una placca verticale che si supera a destra per una fessura da vincere in Dulfer fino ad un terrazzino, poi per un altro salto di 5 m si perviene in sosta (30m, IV continuo, 2 chiodi ed 1 friend).
- Si sale il diedro con 2 chiodi a sinistra del filo e poi verticalmente per rocce facili fino alla cengia di sosta (30m, IV- e III, 2 chiodi).
- Scalare direttamente la fessura sopra la sosta, proteggibile con friend grande e poi un caminetto verso destra ci si discosta un po' dal filo dello spigolo e si giunge ad un terrazzino per sostare (35m, IV e III).
- A destra il camino riporta sul filo dello spigolo in alto a sinistra e di qui per facili rocce si giunge i vetta (15m, III).
SELLA
VIA MARIA AL SASS PORDOI
- Salire nel camino per un paio di metri e poi attraversare verso sinistra per rimontare la fessura iniziale sopra uno strapiombo (in questo tratto si è verificata la frana); seguire la fessura (2 ch.) fino alla sosta su anelli cementati (30 m, IV).
- Salire nel canale sovrastante per 5 m e poi scalare le rocce a sinistra seguendo le naturali debolezze della parete puntando al grande tetto triangolare, passare 2 protuberanze (ch. + cordone) e poi uno strapiombo (ch.) fino alla sosta su anelli cementati (35 m, IV e IV+ lo strapiombo).
- Percorrere la cengia a sinistra fino dietro un affilato spigolo, dove comincia una lunga rampa (ch.) a guisa di scala che va seguita fino alla sosta su un esile sporgenza (45 m, III e IV).
- Salire sulla naturale prosecuzione della rampa puntando ad un chiodo ben visibile e sempre in obliquo a sinistra (clessidra) fino alla sosta sotto il grande tetto triangolare (35 m, IV continuo).
- Salire leggermente verso destra e poi attraversare a destra su roccia verticale lungamente fino a dei gradoni, per questi si giunge alla sosta su anelli (40 m, IV il traverso e III).
- Sempre a destra per una cengia e poi per gradoni fino alla forcella tra il torrione e la parete del Pordoi, sosta su grossa clessidra o spuntone (30 m, III e II).
- Per la fessura tra la parete ed il roccione della sosta, in spaccata, e poi a destra (ch.) per una facile cengia puntando ad un terrazzino piatto in una nicchia ben visibile dalla sosta, salire una paretina per entrare in una nicchia (ch.) ed uscirne a destra con passo in strapiombo per giungere alla sosta (40 m, III+ e IV).
- Salire a destra della sosta verticalmente (ch.) e procedendo in linea retta fino alla sommità dello spigolo del Pordoi sotto una grande torre (45 m IV continuo).
- salire fin sotto la torre e girare a sinistra per una esile cornice, poi salire la sovrastante paretina di roccia tagliente e friabile che richiede nervi saldi (50 m II+), poi risalire con molta cautela il pendio sovrastante fino alla terrazza della funivia.
PALE DI SAN MARTINO
SPIGOLO FRANCESCHINI AL DENTE DEL RIFUGIO
- Salire il caminetto e al termine uscire a sinistra raggiungendo una cresta dove si sosta su mugo (40 m; II e III).
- Percorrere tutta la cresta fino alla base dello spigolo che qui è tagliato da un camino e sostare su golfaro (25 m, II).
- Si può salire il camino all'interno, molto stretto alla fine, oppure la placca alla sua sinistra, sostando su golfaro a sinistra (20 m; IV).
- Continuare lungo il camino, o poco a sinistra e sostare su 2 chiodi alla base di un canale (20 m; IV).
- Salire il canale fino ad un salto dove si tiene la sinistra per guadagnare una cengia che va seguita sempre a sinistra fino al termine dove si sosta su golfaro e fix (30 m; III, un passo IV, poi facile).
- Superare la fessura di sinistra (IV+) per raggiungere un'altra cengia che si segue a sinistra fino alla sosta su golfari (30 m; IV poi facile).
- Vincere il diedro sopra la sosta o la paretina alla sua destra (IV+) e piegare a sinistra fino a un pulpito. Proseguire per la cresta più facile fino alla vetta dove si sosta su spuntoni (50 m; IV).
CHIARASTELLA AL DENTE DEL RIFUGIO
- Salire lo spigoletto fino a 1 chiodo e poi obliquare a destra (qualche ch.) per rampa fino ad un altro spigolo alla base di un diedro, che si aggira a destra e si sosta su scomodo terrazzino con mugo (40 m; IV e 1 pp. IV+; sosta su resinato e chiodi).
- Scalare la lama erbosa verso sinistra, atletica e poi superare il difficile strapiombo successivo (un V secco di una volta, 3 ch. posizionati male) che adduce ad un canalino. Seguirlo fino alla sosta sotto uno spigoletto, a destra di un canale (38 m; IV+ e V, poi III; sosta su resinato o mugo).
- Spostarsi a sinistra nel canale e salirlo tutto fino alla sommità su un pulpito (30 m; II e III, 1 fix; sosta su resinato).
- Scalare direttamente la bella placca sovrastante, ben lavorata (cordoni e chiodi) fino ad un terrazzo molto scomodo di sosta (25 m; V; sosta su resinato e chiodi).
- Salire dritti fino all'altezza di un mugo, proseguire dritti fino ad una rampetta che si segue a sinistra (chiodi nascosti) fino ad una fessura che si sfrutta per salire alla cengia erbosa sotto il filo dello spigolo (30 m; V sostenuto; sosta su grossa clessidra o mughi).
- Traversare a destra (ch.) e salire per rocce facili fino alla base di un camino (25 m; III).
- Di solito si esce per il camino, noi abbiamo fatto una variantina più facile: spostarsi a destra verso una fessura che termina sotto un tetto, salirla (ch. vecchio) fino al tetto e doppiarne lo spigolo a destra, poi per roccia erbosa salire fino alla cresta sommitale (35 m; III; sosta su mugo).
FESSURA FRANCESCHINI AL DENTE DEL RIFUGIO
- Salire la rampetta erbosa verso destra seguendo le visibili tracce di passaggio tra i mughi per circa 20 m, fino ad una nicchia gialla. Salire un gradone verso sinistra e dopo 10 m raggiungere la prima sosta (35 m, III, sosta su 2 spit anellati o clessidra e chiodo).
- Scalare la paretina articolata sulla sinistra puntando alla grossa fessura sovrastante fino ad intravedere la sosta a destra, su un bel ripiano (20 m, III, sosta su spit anellato o cordino in clessidra).
- tornare a sinistra e cominciare a salire nella fessura (IV+, ch.), superare una prima strozzatura liscia dopo alcuni metri (V, 2 cl.) e giungere ad un ripiano. Superare il successivo salto verticale tenendo la destra (V+, cl.) e poi una pancia strapiombante con arrampicata ad incastro (V, 2 cl.) e giungere alla scomoda sosta (35 m, diversi cordini nelle clessidre, sosta su 2 spit anellati o clessidra più un mazzo di chiodi mobili in un foro).
- Salire la fessura a sinistra che diventa un diedro, tenere lo spigolo verso sinistra che presente un risalto (IV+, ch.), poi per roccia più facile fino al ripiano di sosta (35 m, IV, diversi spuntoni, sosta su spit anellati).
- Percorrere il diedro sopra la sosta (cl.) e poi il secondo diedro strapiombante che adduce alla sosta successiva su di un minuscolo ripiano (25 m, IV, sosta su chiodi ed un cordone, tiro molto bello).
- Dalla sosta traversare a destra in esposizione ma su roccia facile e poi salire all´ampio ripiano sotto una parete gialla, alla base della fessura-diedro finale (20 m, III, sosta su spit anellato).
- Portarsi alla base della fessura-diedro e salirla fino ad un chiodo, non salire ancora ma traversare a destra fin sullo spigolo ed uscirne con difficile passo. Proseguire verso destra tra i mughi fino alla cresta sommitale (30 m, IV+, sosta su spuntoni).
CIMONEGA
TORRE LUCIA - SPIGOLO NORD
ALPAGO
CANALE CENTRALE AL MONTE SESTIER
VERSANTE OVEST DEL CREP NUDO
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